LA MIA STORIA

 

Sono il Responsabile del Dipartimento Esteri della Democrazia Cristiana storica. 

https://tavani.online/dip-esteri-dc

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Democrazia Cristiana storica 

https://www.democraziacristianastorica.it/

 

 

 

Movimento Giovanile della Democrazia Cristiana 

 

Movimento Femminile della Democrazia Cristiana

 

 

Sono un medico , specialista in neurochirurgia, da sempre impegnato nei temi di politica estera e sanitaria, mi sono sempre impegnato con il massimo della responsabilità per rendere la sanità sempre più inclusiva, soprattutto per chi più è in difficoltà, e sempre meno ideologica.

La mia storia è iniziata molto tempo fa , ero da poco laureato ma già avevo compreso le criticità del Sistema Sanitario Nazionale. Devo molto al compianto On. Paolo Tuffi, mio conterraneo e mentore, che subito senza esitazioni mi affidò l'incarico di responsabile Sanità del partito Alleanza di Centro, partito di cui egli era anima e che era parte integrante della famiglia del centro destra.
L' On. Paolo Tuffi ,mio conterraneo, è stato Sindaco di Anagni, Consigliere Comunale, Assessore, Consigliere ed Assessore Regionale all'Urbanistica alla Regione Lazio, Deputato nella IX Legislatura per la Democrazia Cristiana. 
Un curriculum politico di altissimo livello a testimonianza del peso politico che il nostro territorio ha avuto in passato grazie anche a personalità di notevole spessore come l’On. Tuffi, che io non dimenticherò mai.
Gli Onorevoli Andreotti e Tuffi hanno indicato e preparato la strada che oggi continua nella Democrazia Cristiana.
Ed è in questa strada che io mi inserisco, con umiltà. Una strada fatta di valori cristiano-giudaici, per una Italia che sia liberale, garantista, per la difesa della vita e della famiglia, a sostegno di giovani e anziani, per una sanità migliore inclusiva e non ideologica.  
 

BREVI RICORDI alla DC.
 

1.- L' Italia. che abbiamo oggi, è quella fatta dalla DC nel 1948-94. L' obiettivo di oggi è riprendere la via, sia pure apprezzando tutti.
Il nome "Democrazia Cristiana" viene da sacerdoti: don Primo Mazzolari di Cremona, don Romolo Murri, don Luigi Sturzo... : la convinzione che la libertà e la giustizia, ispirata ai principii cristiani, andassero condivise con il popolo, seguendo le regole della democrazia politica.

Esiste un consenso alla vecchia DC, tuttora. Ne abbiamo testimonianze fotografiche:
a) Convegno del Teatro Quirino del 2024 sulla DC, di Illustri giornalisti. Clicca qui: https://www.democraziacristianastorica.it/index.html#TEATRO%20QUIRINO

 
b) Congresso del 2012 (di C. Darida e G. Fontana), all' Auditorium di Confindustria a Roma).
Clicca qui: https://www.impegnopoliticocattolici.bo.it/index.html

 
Quel congresso fu annullato dal Tribunale di Roma. Ma nessuno poté annullarlo storicamente e politicamente;
c) Dopo lo scioglimento,1994, dichiarato nullo dalla Corte di Cassazione, molti si adoperarono per ricostruirla. Essi vanno ringraziati.
Il loro torto era solo di avere sbagliato il procedimento giuridico di ricostituzione della DC. (Andava applicato l'art. 20 del codice civile, lo dirà il Tribunale di Roma nel 2016), ma no problema (mettiamo la giuridicità a disposizione di tutti). 
- Circa il Tribunale, per la convocazione della DC, clicca qui: https://www.democraziacristianastorica.it/Decreto%20nino%20di%20accoglimento%20del%20ricorso%20ex%20art%2020%20cc%20003.pdf

 
- Circa il certificato di valida ricostituzione della DC del 1994, del Tribunale civile di Roma nel 2020, clicca qui: https://www.democraziacristianastorica.it/3%20-%20Tribunale%20-%20CERTIFICATO-%20Civile%20di%20Roma%20-2021.jpg

 

2 - La via del ritorno: Unione elettorale delle "DC", per le elezioni politiche 2027.
A Roma, al Teatro Golden, il 18 APRILE 2026 (80esimo anniversario della Fondazione della DC), i due partiti (la "DC" storica e "La DC con ROTONDI" ) hanno annunciato la costituzione di una UNIONE ELETTORALE per la partecipazione (insieme) alle Elezioni Politiche del 2027.
La UNIONE è aperta a tutte le associazioni , culturalmente vicine.

 

PERCHE' E' IMPORTANTE L'IMPEGNO DEI CATTOLICI IN POLITICA?

 

Il ruolo dei cattolici nella politica e nella storia italiana, si trova oggi davanti a una fase decisiva. I cattolici amano l'Italia ma, proprio in virtù della loro fede, guardano anche a una “seconda patria”, quella cristiana e trascendente. Le due dimensioni non devono necessariamente essere in contrasto: l'impegno dei cattolici consiste nel cercare di costruire il bene della società senza rinunciare ai principi della propria fede.
1. La crisi della presenza cattolica in politica
L'Italia sta attraversando un importante cambiamento e, parallelamente, anche la presenza dei cattolici in politica è arrivata a un punto di svolta. Dopo la fine del principale partito di riferimento dei cattolici, essi si sono distribuiti tra diversi partiti. Questo modello però non è più sufficiente.
La permanenza dei cattolici in politica dipende soprattutto da loro stessi: dalla solidità della fede, dalla formazione culturale e teologica e dalla capacità di elaborare una visione politica coerente con la Dottrina sociale della Chiesa.
2. La frammentazione dei cattolici
La presenza dei cattolici in partiti diversi ha prodotto due conseguenze negative:
•    ha aumentato le divisioni culturali e politiche tra i cattolici;
•    ha fatto perdere importanza alla scelta politica ed elettorale compiuta secondo una prospettiva cattolica.
Il rischio è che il cattolico scelga il candidato principalmente in base alla sua onestà personale o alle sue proposte concrete, senza chiedersi se il partito possieda una cultura politica compatibile con la propria fede.
In questo modo anche la Dottrina sociale della Chiesa rischia di essere ridotta a un insieme di semplici indicazioni morali, utilizzabili separatamente dai diversi partiti, invece di essere considerata una vera visione organica della politica.
3. La necessità di una nuova strada
Non è più possibile ricostruire l'unità dei cattolici cercando semplicemente un compromesso tra le diverse posizioni. Le differenze accumulate nel tempo sono ormai troppo profonde.
Per questo non serve un semplice “tavolo” di confronto, ma un “appello”: bisogna proporre un progetto politico e permettere che vi aderiscano progressivamente coloro che lo condividono. L'unità, quindi, non deve essere costruita eliminando le differenze, ma intorno a una proposta comune.
4. I principi fondamentali del bene comune
I principi fondamentali sui quali dovrebbe basarsi l'impegno politico dei cattolici sono i seguenti:
•    rispetto e difesa della vita;
•    protezione e sviluppo della famiglia;
•    libertà di educazione.
Questi non sono semplicemente temi politici tra gli altri, ma vengono considerati principi fondamentali del bene comune. Essi devono orientare anche le altre scelte politiche e mantenere il legame tra politica, legge naturale e concezione cristiana dell'uomo.
5. Politica, Dio e bene comune
Lo scopo della politica è il bene comune, ma che questo non può essere pienamente raggiunto senza considerare la dimensione morale e religiosa dell'uomo.
I cattolici, quindi, non vogliono imporre la propria fede agli altri, ma ritengono che Dio sia necessario per comprendere pienamente l'uomo e fondare una società giusta. La politica deve essere autonoma e laica, ma non può essere considerata autosufficiente.
I cattolici devono ritrovare una presenza politica consapevole e coerente con la propria fede. Non basta essere presenti nei diversi partiti: occorre recuperare una cultura politica comune fondata sulla Dottrina sociale della Chiesa e su alcuni principi fondamentali, soprattutto vita, famiglia ed educazione. In questo modo la politica cattolica può contribuire alla costruzione del bene comune, mantenendo insieme l'amore per l'Italia e la fede cristiana.
La  presenza politica dei cattolici si trova oggi davanti a una fase decisiva. I cattolici, amano l'Italia ma, proprio in virtù della loro fede, guardano anche a una “seconda patria”, quella cristiana e trascendente. Le due dimensioni non devono necessariamente essere in contrasto: l'impegno dei cattolici consiste nel cercare di costruire il bene della società senza rinunciare ai principi della propria fede.
6. La crisi della presenza cattolica in politica
L'Italia sta attraversando un importante cambiamento e, parallelamente, anche la presenza dei cattolici in politica è arrivata a un punto di svolta. Dopo la fine del principale partito di riferimento dei cattolici, essi si sono distribuiti tra diversi partiti. Questo modello non è più sufficiente.
La permanenza dei cattolici in politica dipende soprattutto da loro stessi: dalla solidità della fede, dalla formazione culturale e teologica e dalla capacità di elaborare una visione politica coerente con la Dottrina sociale della Chiesa.
7. La frammentazione dei cattolici
La presenza dei cattolici in partiti diversi ha prodotto due conseguenze negative:
•    ha aumentato le divisioni culturali e politiche tra i cattolici;
•    ha fatto perdere importanza alla scelta politica ed elettorale compiuta secondo una prospettiva cattolica.
Il rischio è che il cattolico scelga il candidato principalmente in base alla sua onestà personale o alle sue proposte concrete, senza chiedersi se il partito possieda una cultura politica compatibile con la propria fede.
In questo modo anche la Dottrina sociale della Chiesa rischia di essere ridotta a un insieme di semplici indicazioni morali, utilizzabili separatamente dai diversi partiti, invece di essere considerata una vera visione organica della politica.
8. Conclusioni
Non è più possibile ricostruire l'unità dei cattolici cercando semplicemente un compromesso tra le diverse posizioni. Le differenze accumulate nel tempo sono ormai troppo profonde.
Per questo non serve un semplice “tavolo” di confronto, ma un “appello”: bisogna proporre un progetto politico e permettere che vi aderiscano progressivamente coloro che lo condividono. L'unità, quindi, non deve essere costruita eliminando le differenze, ma intorno a una proposta comune.

 

 

ll decalogo del buon politico di Don Luigi Sturzo

 

1. Essere sincero e onesto, promettere poco e realizzare molto.

2. Se ami troppo il denaro, non fare politica.

3. Non andare contro la legge per un presunto vantaggio politico.

4. Non circondarti di adulatori: fanno male all’anima ed eccitano la vanità.

5. Se pensi di essere indispensabile, farai molti errori.

6. Spesso il no è più utile del sì.

7. Occorre avere pazienza e non disperare mai.

8. I tuoi collaboratori al governo siano degli amici, mai dei favoriti.

9. Ascolta le donne che fanno politica, sono più concrete degli uomini.

10. È una buona abitudine fare ogni sera l’esame di coscienza.

 

 

Primavera - Democrazia Cristiana

 

Sede e Patrimonio Democrazia Cristiana

 

Club Democrazia Cristiana

 

Unificazione delle Democrazie Cristiane

 

Assemblea degli Esterni della Democrazia Cristiana

 

La nostra Patria Europa

 

Centrismo - Per un nuovo Centro

 

Dottrina Sociale della Chiesa

 

 

 

INDIRIZZAMENTO COMPLESSIVO. Rapporti con la Chiesa Cattolica
1. LIBERTÀ ECONOMICA, WELFARE E RIFORMA DELLO STATO
Il nostro programma mette al primo posto la persona, con riferimento a libertà d’impresa, autonomia del lavoro e riduzione della pressione fiscale, oggi giunta al 43% del PIL (dal 39%, già alto che fu per anni),
Adesso ci proponiamo in alternativa, forte e strutturata, al centro-sinistra. Se da un lato riconosciamo i grandi meriti storici del modello sociale italiano – che ha garantito capillarmente la diffusione di scuole e ospedali sul territorio e l'istituzione della pensione sociale – dall'altro avvertiamo l'esigenza di sanare le criticità istituzionali ereditate dal passato (troppo debito pubblico). E serve un giusto equilibrio tra Stato e Mercato. 

In particolare, riteniamo necessario un riesame del Titolo V della Costituzione nella formulazione del 2001, il quale (riesame), nato in un preciso contesto di apertura politica regionale al PCI, ha purtroppo favorito nel tempo una proliferazione di enti e una frammentazione della spesa pubblica, con ripercussioni evidenti sul debito e sulla gestione locale della Sanità.
Le Regioni devono essere l' "unico" Ente Intermedio tra Stato ed Enti Locali, con compiti di programmazione, collaborando attivamente con l'amministrazione centrale per garantire l'uniformità e l'eccellenza dei servizi sanitari, scolastici e universitari in tutta la Nazione. 

2. RAPPORTI DELLO STATO CON LA CHIESA E LA TUTELA DELLE FRAGILITÀ. Il dialogo dello Stato con la Chiesa Cattolica deve ripartire dalla storia d'Italia, anzi dallo Stato Pontificio e prima ancora, quando la Chiesa Cattolica ereditò la lingua e l'organizzazione dell'Impero di Roma.

Il dialogo tra Stato e Chiesa dovrà essere definito in modo equo, tanto da garantire il finanziamento di tutte le attività di interesse e progresso sociale (scuole, sanità, sostegno alle famiglie bisognose, un letto ai senza tetto, un piatto di minestra a chi ha fame...).
Vero sì che lo Stato Pontificio è cessato con la presa di Porta Pia nel 1870. Ma vero anche che solo nel 1929 (50 anni) si troverà un Concordato tra Stato e Chiesa, segno evidente che nei fatti la Chiesa Cattolica esercitava ancora un potere sociale.
Vero anche che esistono ancora le Diocesi nelle città italiane ed esiste a Roma la CEI, che è un Parlamento dei Vescovi.
Non è solo un fatto religioso. Si constata l'opera sussidiaria delle realtà ecclesiali nell'ambito dell'istruzione, della salute e del contrasto alle povertà più estreme, assicurando dignità, un pasto e un riparo a chi si trova in stato di bisogno. Sentiamo altresì il dovere di cooperare per la verifica, la custodia e la valorizzazione dello straordinario patrimonio artistico e architettonico rappresentato dagli edifici religiosi.
In questo spirito di servizio, la Democrazia Cristiana si propone a Sua Santità il Papa e alla Conferenza Episcopale Italiana, guidata da Sua Eminenza il Cardinale Matteo Maria Zuppi, come un interlocutore attento e leale (quasi l'associazione parrocchiale che segue il Parroco).
Desideriamo superare ogni passata incomprensione e promuovere un dialogo diretto e costruttivo, offrendo alla Chiesa una sponda politica solida (nella distinzione dei ruoli tra laici e Vescovi), aperta all'ascolto e rigorosamente ancorata ai valori condivisi, al di là di ogni polarizzazione ideologica.

3. MEMORIA STORICA, GIUSTIZIA E PACIFICAZIONE CIVILE. Magistratura.
A oltre trent' anni dalle vicende giudiziarie dei primi anni '90 ("Mani Pulite"), la Democrazia Cristiana avverte il dovere storico di promuovere un riesame critico e sereno di quella stagione. Fermo restando il rispetto per la magistratura, riteniamo che quei processi abbiano travolto un'intera e legittima generazione politica (DC, PCI, PSI, PSDI, PLI, PRI) senza distinguere tra le responsabilità dei singoli notabili e l'onestà della vastissima base degli iscritti, determinando gravi e duraturi effetti destabilizzanti sulla governabilità del Paese. Guardiamo con attenzione all'esperienza di grandi democrazie europee, come quella tedesca (vedi il Cancelliere KOHL), che di fronte a crisi analoghe hanno saputo sanzionare i singoli leader preservando la continuità e la stabilità delle grandi famiglie ideali della Repubblica.
La GIUSTIZIA Siamo convinti che serve una grande riforma della Magistratura (causa eccessiva durata e costosità dei processi), ma la riforma della Magistratura non va fatta contro la Magistratura. 
Con questa visione e con profonda fiducia nei principii democratici, invitiamo la cittadinanza a sostenere questo cammino di rinascita valoriale, istituzionale e civile.

 

 

 

PERCHE' NOI  DEMOCRAZIA CRISTIANA

 

 

La Corte di Appello di Roma, con sentenza n.1305 del 2009, passata in giudicato a seguito di sentenza n. 25999/10 delle sezioni unite della Cassazione, sentenze estese con la presenza  attiva e parte nei giudizi della Associazione Iscritti alla Democrazia Cristiana 1993 presidente Raffaele Cerenza, hanno accertato la nullità della modifica della denominazione del partito della Democrazia Cristiana, definita “storica” onde evitare confusione con successive formazioni politiche recanti il medesimo nome , in Partito popolare Italiano avvenuta con delibera del 18-01-94 dell’assemblea della Democrazia Cristiana,  poiché adottata da organo incompetente  e con modalità del tutto fuori dello schema statutario del partito. Per L’autorità giudiziaria perciò l’associazione non riconosciuta Democrazia Cristiana  storica  non può essere considerata estinta trasformata o sciolta. Quanto accertato dai Giudici ha come conseguenza che tutti gli atti dispositivi esplicati nel corso del tempo    - in danno della “storica Democrazia Cristiana e posti in essere da soggetti non legittimati sono nulli ed illegittimi poiché fondati su di una delibera nulla”.

E stato statuito, quindi, che, nonostante la diaspora degli organi di vertice all’inizio del 1994, la Democrazia Cristiana è restata in vita negli è con gli iscritti del 1993, anno dell’ultimo tesseramento valido e le stesse citate  sentenze hanno stabilito, altresì, che né il partito politico della Democrazia Cristiana, creato da Angelo Sandri, rappresentato in giudizio dallo stesso, né il partito politico della Democrazia Cristiana rappresentata in giudizio da Pizza, né l’Unione dei Democratici Cristiani e dei  e Democratici di  Centro UDC, né il Centro Cristiano Democratici CCD, né i Cristiano Democratici Uniti CDU, né il Partito Popolare Italiano PPI, possano essere identificati con la Democrazia Cristiana “storica”,  data la affermata sopravvivenza di questa negli e con gli iscritti del 1993.

Dalle statuizioni contenute nei su indicati giudicati consegue inoltre che solo gli iscritti del 1993 hanno titolo per procedere alla riorganizzazione del partito, che solo a loro spetta la titolarità e il diritto ad usare il simbolo dello scudo crociato, che solo loro possono qualificarsi Democrazia Cristiana.

Dopo la suddetta pronuncia alcuni appartenenti alla D.C., tra cui l'on. Giovanni Fontana tentarono di riattivare l'attività politica della D.C. Storica celebrando a Roma in data 10-11/11/2012 il XIX Congresso e del Consiglio Nazionale. Si precisa che tali iniziative venivano dichiarate illegittime ed annullate dal Tribunale di Roma Dr. Scerrato con sentenza n. 18731/2015 del 8.09.2015 che nella parte motiva del provvedimento sanciva i seguenti principi :

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alla luce di tale sentenza  il Tribunale di Roma con decreto 9374/2016 del 14.12.2016 RG n. 7756/2016 VG , accoglieva la domanda del Prof. Luciani, attuale segretario Politico Nazionale della DC. Lo stesso Tribunale disponeva la convocazione dell'Assemblea dell'associazione ex art,. 20 cc , stante la decadenza di tutti gli organi sociali della DC storica,  con il seguente ordine del giorno: nominare il  Presidente dell'Assemblea, il Segretario Verbalizzante e  il Presidente dell'associazione Si precisa che il Tribunale di Roma nella persona del Giudice dr. Guido Romano in data 14.12.2016 emetteva il decreto n. 9374/2016 con cui stabiliva la convocazione degli associati della DC nei giorni 25 e 26/02/2017 .Rileva che nel provvedimento il Giudice accertava che “l'istanza presentata appare legittimamente formulata, avendo i ricorrenti dimostrato che la richiesta di convocazione dell'assemblea proviene da un numero di associati -risultante dall'ultimo elenco disponibile (del 1993) - superiore al 10% degli iscritti”

In data 25 e 26 febbraio 2017 presso l'Hotel Ergife di Roma si teneva l'assemblea degli associati della DC attrice che dopo aver nominato il Presidente pro tempore dell'assemblea Renato Grassi e segretario verbalizzante Cugliari Emilio, proclamava presidente dell'associazione DC degli iscritti del 1993 l'on. Giovanni Fontana. Tale assemblea veniva impugnata sempre innanzi al Tribunale di Roma. IL Giudice Dr. Goggi investito dell'impugnazione da parte di alcuni associati nella sentenza emessa in data 4.07.2022  n. 10654/2022 c ribadiva che la legittimità  della convocazione operata. che risultava dunque valida ed efficacia erga omnes ;

Considerato che l'attività politica della DC storica era stata riattivata con la nomina di un Presidente  veniva convocata l'assemblea dei soci per la data del 20.09.2020. Nella detta Assemblea si prendeva atto tra l'altro anche delle dimissioni dell'On. Fontana da presidente Nazionale della DC, e si decideva  di procedere alla convocazione del XIX Congresso della DC  per la data del 24.10.2020 In sede congressuale veniva delineato il programma politico che in continuità con i principi della DC storica si sarebbe dovuto perseguire ed inoltre venivano ricostituiti gli organi statutari del medesimo partito con le elezioni del Prof. Luciani Nino a Segretario politico Nazionale della DC; del Consiglio Nazionale; dei Coordinatori Regionali ed infine venivano approvate le modifiche dello Statuto. Si evidenzia che la legittimità della convocazione del Congresso veniva ribadita anche dal Giudice dr. Guido Romano del Tribunale di Roma che rigettava il Procedimento ex art. 700 cpc ( RG n. 52415/2020) presentato da sig. Carmagnola quale segretario amministrativo di Renato Grassi avverso la convocazione del XIX congresso della DC come risulta dalla  nota ordinanza non impugnata. In ultimo con sentenza emessa nel procedimento 83006/2018 del Tribunale Civile di Roma giudice dott. Iannaccone statuiva la cessata materia del contendere tra le parti (Associazione Iscritti del 1993 presidente Raffaele Cerenza e la DC Storica del Prof. Luciani) stante l’operata legittima nomina del Prof. Luciani  a Segretario Politico delle Democrazia Cristiana al posto del Sig. Renato Grassi.

 

 Gli aspetti e i  problemi giuridici della riorganizzazione della DC, la stessa del 1994.

 

Prima di esaminare nel come risolvere i nodi, che hanno fin ora hanno impedito la riorganizzazione elettorale  della Democrazia Cristiana, è bene precisare alcuni fatti giuridici, perché dalla esatta comprensione degli stessi ,nasce la  semplice risoluzione di tutte quante le problematiche.

La Corte di Appello di Roma, con sentenza n.1305 del 2009, passata in giudicato, a seguito della sentenza n. 25999/10 delle sezioni unite della Cassazione,  estesa,  con la presenza  attiva e parte costituita nei giudizi della Associazione Iscritti alla Democrazia Cristiana 1993, fondta dai soci DC della sezione di Cave in provincia di Roma, ha accertato la nullità della modifica della denominazione del partito della Democrazia Cristiana  definita “storica” ,onde evitare confusione con successive formazioni politiche recanti il medesimo nome, in Partito Popolare Italiano avvenuta con delibera del 18-01-94 dell’assemblea della Democrazia Cristiana,  poiché adottata da organo incompetente  e con modalità del tutto fuori dello schema statutario del partito. Per l’autorità giudiziaria, perciò, l’associazione non riconosciuta Democrazia Cristiana  storica  non può essere considerata estinta trasformata o sciolta. Quanto accertato dai Giudici ha come conseguenza che tutti gli atti dispositivi esplicati nel corso del tempo    - in danno della “storica Democrazia Cristiana e posti in essere da soggetti non legittimati sono nulli ed illegittimi poiché fondati su di una delibera nulla”.

E stato statuito, quindi, che, nonostante la diaspora degli organi di vertice, all’inizio del 1994, la Democrazia Cristiana è restata in vita negli è con gli iscritti del 1993, anno dell’ultimo tesseramento valido e le stesse citate  sentenze hanno stabilito, altresì, che né il partito politico della Democrazia Cristiana, creato da Angelo Sandri, rappresentato in giudizio dallo stesso, né il partito politico della Democrazia Cristiana rappresentata in giudizio da Pizza, né l’Unione dei Democratici Cristiani e dei  e Democratici di  Centro UDC, né il Centro Cristiano Democratici CCD, né i Cristiano Democratici Uniti CDU, né il Partito Popolare Italiano PPI, possano essere identificati con la Democrazia Cristiana “storica”,  data la affermata sopravvivenza di questa negli e con gli iscritti del 1993. Un primo tentativo di adunanza della Democrazia Cristiana fu tentato nel 2012 con una convocazione dei consiglieri nazionali del 1992, che elesse l on. Fontana presidente. Tale assemblea però era viziata di nullità, poiché non i consiglieri nazionali del 92 dovevano essere convocati, essendo questi ,decaduti dalla carica per il tempo trascorso ma i soci che potevano dimostrare la loro inscrizione al partito   nel 1993. Conseguentemente oltre a tale assemblea,  anche il successivo congresso fu dichiarato nullo dalla magistratura su ricorso degli iscritti e base del partito. Alla luce di tali statuizioni il Tribunale di Roma con decreto 9374/2016 del 14.12.2016 RG n. 7756/2016 VG ,accoglieva la domanda del Prof. Luciani, attuale segretario Politico Nazionale della DC. Lo stesso Tribunale disponeva la convocazione dell'Assemblea dell'associazione ex art,. 20 cc , stante la decadenza di tutti gli organi sociali della DC storica,  con il seguente ordine del giorno: nominare il  Presidente dell'Assemblea, il Segretario Verbalizzante e  il Presidente dell'associazione Si precisa che il Tribunale di Roma nella persona del Giudice dr. Guido Romano in data 14.12.2016 emetteva il decreto n. 9374/2016    con cui stabiliva la convocazione degli associati della DC nei giorni 25 e 26/02/2017. Rileva che nel provvedimento il Giudice accertava che “l'istanza presentata appare legittimamente formulata, avendo i ricorrenti dimostrato che la richiesta di convocazione dell'assemblea proviene da un numero di associati -risultante dall'ultimo elenco disponibile (del 1993) - superiore al 10% degli iscritti”

In data 25 e 26 febbraio 2017 presso l'Hotel Ergife di Roma si teneva l'assemblea degli associati della DC che dopo aver nominato il Presidente pro tempore dell'assemblea Renato Grassi e segretario verbalizzante Cugliari Emilio, proclamava presidente dell'associazione DC  l'on. Giovanni Fontana.

Tale assemblea veniva impugnata per alcune presunte irregolarità sempre innanzi al Tribunale di Roma. IL Giudice Dr. Goggi  del Tribunale Civile di Roma  però nella sentenza emessa in data 16/08/2023  n. 26880723  e confermata in appello in data 15/04/2024 sezione seconda  ribadiva  la legittimità  della convocazione operata. che risultava dunque valida ed efficacia erga omnes ;

Nelle more dei richiamati giudizi,  in data  13-14 ottobre 2018,  era celebrato il Congresso nazionale che era altrettanto impugnato per  carenze statutarie, causa RG 83006/2018 Tribunale di Roma sez. XVI. Essendo alcune irregolarità effettivamente esistenti, si decise di agire in autotutela  sanando le nullità emerse con una nuova convocazione.

Considerato che l'attività politica della DC storica era stata riattivata con la nomina di un Presidente  era convocata l'assemblea dei soci per la data del 20.09.2020. Nella detta Assemblea si prendeva atto tra l'altro anche delle dimissioni dell'On. Fontana da presidente Nazionale della DC, e si decideva  di procedere alla convocazione del XIX Congresso della DC  per la data del 24.10.2020 In sede congressuale veniva delineato il programma politico che in continuità con i principi della DC storica si sarebbe dovuto perseguire ed inoltre venivano ricostituiti gli organi statutari del medesimo partito con le elezioni del Prof. Luciani Nino a Segretario politico Nazionale della DC; del Consiglio Nazionale; dei Coordinatori Regionali ed infine venivano approvate le modifiche dello Statuto. Si evidenzia che la legittimità della nuova convocazione del Congresso veniva ribadita nuovamente anche dal Giudice dr. Guido Romano del Tribunale di Roma che rigettava il Procedimento ex art. 700 cpc  presentato da sig. Carmagnola quale segretario amministrativo di Renato Grassi proclamatosi segretario politico, avverso la convocazione del XIX congresso della DC come risulta dalla  nota ordinanza non impugnata. In ultimo con sentenza emessa nel procedimento 83006/2018  del Tribunale Civile di Roma il giudice dott. Iannaccone statuiva la cessata materia del contendere tra le parti (Associazione Iscritti del 1993 presidente Raffaele Cerenza e la DC Storica del Prof. Luciani) stante l’operata legittima nomina del Prof. Luciani  a Segretario Politico delle Democrazia Cristiana al posto del Sig. Renato Grassi. Questo decisione, ritengo, essere la prima pietra miliare definitiva  posta sulla strada della Democrazia Cristiana nel suo percorso ricostitutivo.

Questi in breve i fatti e i presupposti giuridici, e volutamente ho tralasciato tutti gli accadimenti avvenuti dal 2002 anno nel quale l’associazione iscritti alla DC 1993 ebbe ad iniziare un iter procedurale di richieste  all’ On Duce ritenuto erroneamente da tutti,  l’ultimo segretario amministrativo della DC, ma  in realtà fu il primo del PPI. La vicenda Pizza, ed altre storie. Voglio  oggi ricordare un amico che penso ci guarda da la su, il dott. Tommaso Capitanio che fu il primo promotore della associazione iscritti DC 1993  sezione Cave e che si accorse per primo, in Italia,  che il procedimento seguito per il presunto scioglimento della DC non era corretto sia da un punto di vista giuridico, che bilancistico contabile, e mi piace ricordarlo, quando  soli, lui ed io, andavamo alla ricerca dei documenti per provare questa tesi ed a perorare la causa  della DC presso diverse porte, anche istituzionali, che restavano stranamente alla fine sempre chiuse. Oggi è anche un po' il suo giorno, dove si vede il completamento e realizzazione anche del suo impegno profuso con passione da vero democristiano.

Detto tutto ciò, senza nostalgia, ma con la consapevolezza che i segni dei tempi, impongono una riflessione che ispiri una azione di partecipazione democratica e solidale ispirata alle nostre radici cristiane  e sia come esempio per le nuove rappresentanze che stanno modificando velocemente il nostro vivere comune.

Abbiamo il dovere di rappresentare in modo unitario la nostra idealità e la nostra esperienza messa al servizio delle nuove generazioni, che dovranno diventare il motore della Democrazia Cristiana, con basi solide e grande voglia di affermare con forza il nostro ideale che non è mai stato sconfitto dalla storia e che, in Europa, rappresenta ancora la maggioranza dei partiti di ispirazione cristiana negli stati membri più importanti come, ad esempio, la Germania e la Spagna.

L’Europa nacque dopo la seconda  guerra mondiale,  per la grande intuizione dei leaders dei tre Paesi più importanti in Europa: Italiadi  De Gasperi, Francia  di Schuman e Germania di Adenauer ed oggi serve un valore  cristiano/cattolico condiviso per dare forza e futuro all Europ stessa.

Ci ispiriamo ai valori cristiani, ai principi costituzionali e ai valori umani e sociali di solidarietà, giustizia sociale e rispetto della persona, in una prospettiva diversa dalle mere contrapposizioni, che promuova una economia di mercato, in cui la famiglia,  diventi strumento di stabilità sociale.

Condividendo, nel rispetto dei valori europeisti, ripugniamo la guerra,  e che si ponga attenzione alla dignità della persona per la realizzazione di una società non limitata da monolitismo opprimente ma aperta all’esterno e alle diversità interne.

Ritroviamoci su un programma per il rilancio della dignità del lavoro, di politiche  dell’immigrazione per l’integrazione, con applicazione concreta della sussidiarietà reale che veda nella territorialità lo sviluppo sia del singolo che delle formazioni sociali.

Il Paese è attualmente avviluppato su se stess, in una crisi che pervade in un senso di instabilità economica, con individualismo sfrenato e forme di comunicazione esasperate.

Dobbiamo attualizzare le eredità migliori degli ideali cristiani che, hanno innegabilmente consentito la ricostruzione ed il rilancio del Paese per dare nuova linfa ad un nazione dove le contrapposizioni e la mancanza di cultura di valori, ha determinato un arretramento economico non solo delle fasce più deboli della popolazione, ma anche una sconfitta del ceto medio che aveva creato l’ossatura portante del Paese con una crescita culturale diffusa.

Dobbiamo rimettere al centro la politica della solidarietà, della difesa dei più deboli e di un flusso ben organizzato sull’immigrazione contro gli egoismi che si sviluppano con l’aumento della povertà.

Innovazione e solidarietà sarà il nostro obiettivo per affermare i nostri valori antichi ma con radici rinnovate aprendoci alle culture che hanno reso grande il nostro Paese oltre quella cattolica, quella socialista, liberale e repubblicana. Grande formazione per i giovani che dovranno ritrovare una grande crescita interiore coadiuvata da altrettante specializzazioni. Lo Stato e le varie istituzioni dovranno creare nuovi modelli che superino l’attuale approccio verso i giovani e dare con l’innovazione la speranza di un futuro migliore volto a superare forme di diseguaglianza.

Dobbiamo ripartire dai Comuni, città metropolitane e dalle Regioni per dare senso a quello che vorremmo realizzare con una presenza visibile e chiara di personalità che saranno presenti nelle istituzioni che vengono da una cultura democristiana ancora attuale, che è in grado di rigenerarsi per mettere le migliori energie a sevizio della cosa pubblica.

Tutto ciò nel solco dei grandi uomini politici De Gasperi, Fanfani, Moro, Andreotti,,  che hanno contribuito fattivamente alla realizzazione di questo grandissimo ideale. Personalità di livello, sia mondiale, nazionale, sia locale, sia regionale, che hanno guidato il nostro Paese portandolo a perseguire e raggiungere risultati eccezionali quinta potenza mondiale.

Ripartire significa anche affrontare con coraggio le sfide elettorali che saranno in progresso nei prossimi mesi ed anni senza indugio e mi piace rammentare che : “Spesso i non positivi risultati nel breve, sono propedeutici per raggiungere grandi risultati”.

Le nostre idee di cattolici democratici dovranno influire sul futuro assetto del Paese con il ritorno ad una legge proporzionale puro con  preferenza,

Un nucleo di personalità in coerenza con la storia di democratici cristiani che si deve aprire all’esterno e che sarà guidato in maniera condivisa senza aver più leadership assolute.

Il nostro sarà un contributo aperto e sarà ampliato e migliorato nel corso dello sviluppo e in ragione dell’aggregazione di persone che vorranno dare linfa e gambe alle nostre idee.

Ecco alcuni punti che penso siano qualificanti:

1)      Provvedimenti in favore della piccola e media industria e della compagine artigianale.

2)      Lo Stato deve riattivare le partecipazioni statali nei settori industriali strategici.

3)      Procedere ad una rimodulazione della tassazione su base proporzionale con un abbassamento delle aliquote per i lavoratori ceti medi e pensionati.

4)      Lotta alla povertà mediante il raggiungimento della massima occupazione e dell’adeguamento dei salari in base all’aumento dei prezzi  ( caro vita)e non in base a bonus aleatori e discriminanti.

5)      Procedere ai rinnovi contrattuali delle categorie dei lavoratori alla loro scadenza naturale  e non dopo svariati anni.

6)      Procedere alla rilancio ed al finanziamento della sanità pubblica in maniera adeguata tale da renderla concorrenziale con quella privata.

7)      Favorire la scolarizzazione dei giovani nella scuola pubblica e privata, avviare corsi di aggiornamento e qualificazione per il personale docente i salari vanno aumentati, procedere ad una riforma delle Università avendo ad esempio l’ impianto dell’università svedese. Procedere a creare corsie occupazionali nell’ambito della ricerca per i neo laureati così da arrestare l’emorragia di giovani talentosi che si devono trasferire all’estero.

8)      Ripristino del servizio di leva per un periodo non superiore a tre mesi per la realizzazione di un esercito di popolo ben equipaggiato in linea con i principi della nostra carta costituzionale  (art 11).

9)      Valorizzazione della assistenza alle persone disabili con maggiori servizi e fondi loro dedicati.

10)   Un piano nazionale sulle città sicure

 

Pertanto, amici, amiche, abbandoniamo i particolarismi di essere segretari di piccole entità non legittimate giuridicamente e politicamente irrilevanti , oggi la DC storica  legittima e la Dc con Rotondi mettono a disposizione di tutti la costituita  piattaforma unitaria partitica e riprendiamo la strada, anche con gli amici di Fratelli D’Italia che si sono dimostrati sensibili a queste tematiche per fare grande l’Italia e grande la DC.
 

727235641_18473446360096912_1012692366379046269_n.jpeg
img_20260305_102514_168
angelo tavani (8).jpeg

facebook
instagram
threads
youtube
X
tiktok
linkedin

instagram
threads
linkedin
romualdo-dc (1).jpeg

linkedin
facebook
instagram
threads
X

instagram

instagram

instagram

instagram

instagram

instagram

instagram

instagram

instagram

instagram
immagine1