Sono il Responsabile Esteri della Democrazia Cristiana storica.
https://www.democraziacristianastorica.it/
Sono un medico , specialista in neurochirurgia, da sempre impegnato nei temi di politica estera e sanitaria, mi sono sempre impegnato con il massimo della responsabilità per rendere la sanità sempre più inclusiva, soprattutto per chi più è in difficoltà, e sempre meno ideologica.
La mia storia è iniziata molto tempo fa , ero da poco laureato ma già avevo compreso le criticità del Sistema Sanitario Nazionale. Devo molto al compianto On. Paolo Tuffi, mio conterraneo e mentore, che subito senza esitazioni mi affidò l'incarico di responsabile Sanità del partito Alleanza di Centro, partito di cui egli era anima e che era parte integrante della famiglia del centro destra.
L' On. Paolo Tuffi ,mio conterraneo, è stato Sindaco di Anagni, Consigliere Comunale, Assessore, Consigliere ed Assessore Regionale all'Urbanistica alla Regione Lazio, Deputato nella IX Legislatura per la Democrazia Cristiana.
Un curriculum politico di altissimo livello a testimonianza del peso politico che il nostro territorio ha avuto in passato grazie anche a personalità di notevole spessore come l’On. Tuffi, che io non dimenticherò mai.
Gli Onorevoli Andreotti e Tuffi hanno indicato e preparato la strada che oggi continua nella Democrazia Cristiana.
Ed è in questa strada che io mi inserisco, con umiltà. Una strada fatta di valori cristiano-giudaici, per una Italia che sia liberale, garantista, per la difesa della vita e della famiglia, a sostegno di giovani e anziani, per una sanità migliore inclusiva e non ideologica.
BREVI RICORDI alla DC.
1.- L' Italia. che abbiamo oggi, è quella fatta dalla DC nel 1948-94. L' obiettivo di oggi è riprendere la via, sia pure apprezzando tutti.
Il nome "Democrazia Cristiana" viene da sacerdoti: don Primo Mazzolari di Cremona, don Romolo Murri, don Luigi Sturzo... : la convinzione che la libertà e la giustizia, ispirata ai principii cristiani, andassero condivise con il popolo, seguendo le regole della democrazia politica.
Esiste un consenso alla vecchia DC, tuttora. Ne abbiamo testimonianze fotografiche:
a) Convegno del Teatro Quirino del 2024 sulla DC, di Illustri giornalisti. Clicca qui: https://www.democraziacristianastorica.it/index.html#TEATRO%20QUIRINO
b) Congresso del 2012 (di C. Darida e G. Fontana), all' Auditorium di Confindustria a Roma).
Clicca qui: https://www.impegnopoliticocattolici.bo.it/index.html
Quel congresso fu annullato dal Tribunale di Roma. Ma nessuno poté annullarlo storicamente e politicamente;
c) Dopo lo scioglimento,1994, dichiarato nullo dalla Corte di Cassazione, molti si adoperarono per ricostruirla. Essi vanno ringraziati.
Il loro torto era solo di avere sbagliato il procedimento giuridico di ricostituzione della DC. (Andava applicato l'art. 20 del codice civile, lo dirà il Tribunale di Roma nel 2016), ma no problema (mettiamo la giuridicità a disposizione di tutti).
- Circa il Tribunale, per la convocazione della DC, clicca qui: https://www.democraziacristianastorica.it/Decreto%20nino%20di%20accoglimento%20del%20ricorso%20ex%20art%2020%20cc%20003.pdf
- Circa il certificato di valida ricostituzione della DC del 1994, del Tribunale civile di Roma nel 2020, clicca qui: https://www.democraziacristianastorica.it/3%20-%20Tribunale%20-%20CERTIFICATO-%20Civile%20di%20Roma%20-2021.jpg
2 - La via del ritorno: Unione elettorale delle "DC", per le elezioni politiche 2027.
A Roma, al Teatro Golden, il 18 APRILE 2026 (80esimo anniversario della Fondazione della DC), i due partiti (la "DC" storica e "La DC con ROTONDI" ) hanno annunciato la costituzione di una UNIONE ELETTORALE per la partecipazione (insieme) alle Elezioni Politiche del 2027.
La UNIONE è aperta a tutte le associazioni , culturalmente vicine.
PERCHE' E' IMPORTANTE L'IMPEGNO DEI CATTOLICI IN POLITICA?
Il ruolo dei cattolici nella politica e nella storia italiana, si trova oggi davanti a una fase decisiva. I cattolici amano l'Italia ma, proprio in virtù della loro fede, guardano anche a una “seconda patria”, quella cristiana e trascendente. Le due dimensioni non devono necessariamente essere in contrasto: l'impegno dei cattolici consiste nel cercare di costruire il bene della società senza rinunciare ai principi della propria fede.
1. La crisi della presenza cattolica in politica
L'Italia sta attraversando un importante cambiamento e, parallelamente, anche la presenza dei cattolici in politica è arrivata a un punto di svolta. Dopo la fine del principale partito di riferimento dei cattolici, essi si sono distribuiti tra diversi partiti. Questo modello però non è più sufficiente.
La permanenza dei cattolici in politica dipende soprattutto da loro stessi: dalla solidità della fede, dalla formazione culturale e teologica e dalla capacità di elaborare una visione politica coerente con la Dottrina sociale della Chiesa.
2. La frammentazione dei cattolici
La presenza dei cattolici in partiti diversi ha prodotto due conseguenze negative:
• ha aumentato le divisioni culturali e politiche tra i cattolici;
• ha fatto perdere importanza alla scelta politica ed elettorale compiuta secondo una prospettiva cattolica.
Il rischio è che il cattolico scelga il candidato principalmente in base alla sua onestà personale o alle sue proposte concrete, senza chiedersi se il partito possieda una cultura politica compatibile con la propria fede.
In questo modo anche la Dottrina sociale della Chiesa rischia di essere ridotta a un insieme di semplici indicazioni morali, utilizzabili separatamente dai diversi partiti, invece di essere considerata una vera visione organica della politica.
3. La necessità di una nuova strada
Non è più possibile ricostruire l'unità dei cattolici cercando semplicemente un compromesso tra le diverse posizioni. Le differenze accumulate nel tempo sono ormai troppo profonde.
Per questo non serve un semplice “tavolo” di confronto, ma un “appello”: bisogna proporre un progetto politico e permettere che vi aderiscano progressivamente coloro che lo condividono. L'unità, quindi, non deve essere costruita eliminando le differenze, ma intorno a una proposta comune.
4. I principi fondamentali del bene comune
I principi fondamentali sui quali dovrebbe basarsi l'impegno politico dei cattolici sono i seguenti:
• rispetto e difesa della vita;
• protezione e sviluppo della famiglia;
• libertà di educazione.
Questi non sono semplicemente temi politici tra gli altri, ma vengono considerati principi fondamentali del bene comune. Essi devono orientare anche le altre scelte politiche e mantenere il legame tra politica, legge naturale e concezione cristiana dell'uomo.
5. Politica, Dio e bene comune
Lo scopo della politica è il bene comune, ma che questo non può essere pienamente raggiunto senza considerare la dimensione morale e religiosa dell'uomo.
I cattolici, quindi, non vogliono imporre la propria fede agli altri, ma ritengono che Dio sia necessario per comprendere pienamente l'uomo e fondare una società giusta. La politica deve essere autonoma e laica, ma non può essere considerata autosufficiente.
I cattolici devono ritrovare una presenza politica consapevole e coerente con la propria fede. Non basta essere presenti nei diversi partiti: occorre recuperare una cultura politica comune fondata sulla Dottrina sociale della Chiesa e su alcuni principi fondamentali, soprattutto vita, famiglia ed educazione. In questo modo la politica cattolica può contribuire alla costruzione del bene comune, mantenendo insieme l'amore per l'Italia e la fede cristiana.
La presenza politica dei cattolici si trova oggi davanti a una fase decisiva. I cattolici, amano l'Italia ma, proprio in virtù della loro fede, guardano anche a una “seconda patria”, quella cristiana e trascendente. Le due dimensioni non devono necessariamente essere in contrasto: l'impegno dei cattolici consiste nel cercare di costruire il bene della società senza rinunciare ai principi della propria fede.
6. La crisi della presenza cattolica in politica
L'Italia sta attraversando un importante cambiamento e, parallelamente, anche la presenza dei cattolici in politica è arrivata a un punto di svolta. Dopo la fine del principale partito di riferimento dei cattolici, essi si sono distribuiti tra diversi partiti. Questo modello non è più sufficiente.
La permanenza dei cattolici in politica dipende soprattutto da loro stessi: dalla solidità della fede, dalla formazione culturale e teologica e dalla capacità di elaborare una visione politica coerente con la Dottrina sociale della Chiesa.
7. La frammentazione dei cattolici
La presenza dei cattolici in partiti diversi ha prodotto due conseguenze negative:
• ha aumentato le divisioni culturali e politiche tra i cattolici;
• ha fatto perdere importanza alla scelta politica ed elettorale compiuta secondo una prospettiva cattolica.
Il rischio è che il cattolico scelga il candidato principalmente in base alla sua onestà personale o alle sue proposte concrete, senza chiedersi se il partito possieda una cultura politica compatibile con la propria fede.
In questo modo anche la Dottrina sociale della Chiesa rischia di essere ridotta a un insieme di semplici indicazioni morali, utilizzabili separatamente dai diversi partiti, invece di essere considerata una vera visione organica della politica.
8. Conclisioni
Non è più possibile ricostruire l'unità dei cattolici cercando semplicemente un compromesso tra le diverse posizioni. Le differenze accumulate nel tempo sono ormai troppo profonde.
Per questo non serve un semplice “tavolo” di confronto, ma un “appello”: bisogna proporre un progetto politico e permettere che vi aderiscano progressivamente coloro che lo condividono. L'unità, quindi, non deve essere costruita eliminando le differenze, ma intorno a una proposta comune.

